Come Counselor sono tenuta a applicare dei principi etici che ho deciso di applicare anche come Coach
L’etica deontologica o codice deontologico , rappresenta le regole del “dover essere professionale”.
Da un lato, esse tutelano il professionista che conosce in tal modo i criteri da rispettare per poter esercitare e rimanere all’ interno della propria categoria d’ appartenenza e dall’ altro ,tutelano il cliente che fruendo di quella prestazione professionale è garantito dal fatto che il professionista è tenuto al rispetto delle regole deontologiche se vuole continuare ad esercitare la sua attività.
La deontologia si nutre di una serie di principi e doveri professionali che i counselors sono tenuti a rispettare nella propria professione.
Tali principi riguardano il rispetto, l’empowerment, la protezione, la responsabilità e l’impegno nelle relazioni. Essi possono riguardare varie aree e sono applicabili al counselor stesso , ai clienti, ai colleghi ed alla società , dove la promozione del benessere dell’ individuo, ambito di intervento della professione di counseling, implica un incremento del suo mondo interpersonale e della comunità di cui fa parte.
SEGRETO PROFESSIONALE
Il Counselor è obbligato a mantenere la riservatezza sull’ attività prestata e su tutte le informazioni che sono a lui fornite dal cliente.
Per il rapporto di confidenza e fiducia che si instaura con la relazione di counseling, tale dovere corrisponde ad un obbligo di fedeltà.
I casi di RIVELAZIONE DEL SEGRETO PROFESSIONALE e quindi violazione dello stesso sono previsti solo nelle ipotesi di
1) consenso del cliente, purchè non violi la riservatezza di altre persone .
2)Tale rivelazione diventa obbligatoria se richiesta dall’ Autorità , in caso di Procedimenti Giudiziari nei quali il counselor è chiamato a testimoniare. A tale proposito il counselor deve mettere al corrente il cliente di tale possibile violazione.
Altri due casi sono:
3) La legittima difesa, qualora ad esempio il counselor sia minacciato
dal cliente e non c’è altra possibilità che chiamare la polizia;
4) Lo stato di necessità , fa riferimento ad esempio all’ ipotesi in cui il cliente confidi al counselor di voler uccidere qualcuno. Al di fuori di queste quattro ipotesi che sono definite cause di giustificazione , la rivelazione del segreto professionale è considerata reato .Nel codice REICO il segreto professionale è disciplinato all’ art 7.
RISPETTO DELLA PRIVACY
Oltre al dovere di segretezza il counselor è tenuto a tutelare la privacy del cliente attraverso la protezione dei suoi dati personali (Art. 1 Codice della Privacy). Il codice chiarisce la distinzione tra dati personali, sensibili e giudiziari.
I dati personali sono “tutte le informazioni relative alla persona fisica , persona giuridica , ente o associazione, identificati o identificabili anche indirettamente mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale“.
I dati sensibili sono “ i dati personali idonei a rivelare l’ origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’ adesione a partiti, sindacati, associazioni o organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale ,non chè i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”.
I dati giudiziari sono “i dati personali idonei a rivelare provvedimenti in materia casellario giudiziale, anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato , carichi pendenti 3 la qualità di imputato o indagato”.



